Spazio X

Spazio x
Numero 2/2017 Maria Carrassi

"La Pasqua e i suoi simboli"

La Pasqua è una delle Feste cristiane per eccellenza, ma incorpora tradizioni precristiane legate alla primavera e alla fertilità.

In un mondo che va sempre più a rotoli, la Pasqua ritorna comunque ogni anno, la prima domenica dopo il plenilunio di primavera, col suo messaggio di pace, di speranza, di vittoria della vita sulla morte.

La Pasqua è una delle Feste cristiane per eccellenza, ma incorpora tradizioni precristiane legate alla primavera e alla fertilità.
Per i greci antichi, infatti, il mito del ritorno dal mondo sotterraneo alla luce del giorno di Persefone, figlia di Demetra, dea della terra, simboleggiava il rinascere della vita a primavera, dopo la desolazione dell’inverno.
Per tradizione la Pasqua è una festa di pace, speranza e rinnovamento. Nel rifiorire della primavera si vive il senso di attesa che anima la natura, con i suoi cieli tersi, l’erba nuova, i mandorli in fiore.

Chi vede in questa ricorrenza il trionfo della luce e della vita, potrà soddisfare questa sua necessità interiore traendo dalle proprie convinzioni l'energia giusta per vivere questo momento di risveglio interiore nel migliore dei modi.

Pasqua deriva dalla parola ebraica: ''pesah'' che vuol dire ''passare oltre'', significato che si ricollega ai riti e ai sacrifici che segnavano la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, celebrando così il trionfo della vita sulla morte. Ma l' ''oltrepassare'', si riferisce anche al passaggio dell'Angelo che, in una notte di plenilunio di primavera, fu mandato da Dio per uccidere i primogeniti degli Egiziani e punire così il Faraone che non voleva lasciar partire i suoi figli prediletti dall’Egitto. Si salvarono solo i primogeniti degli Israeliti che, seguendo le indicazioni del Signore, avevano spruzzato sulle loro abitazioni, il sangue dell'agnello sacrificato. Come si legge nel passo della Bibbia Esodo 12, 1 Capitolo 12.

Versi 1-20: il Signore fa nuove tutte le cose in coloro che egli salva dalla schiavitù di Satana e li fa diventare suo popolo. Quando Egli fa questo, è l'inizio di una nuova vita per il nuovo credente. Dio stabilì che, nella notte in cui essi dovevano uscire dall'Egitto, ogni famiglia avrebbe dovuto uccidere un agnello o che due o tre piccole famiglie avrebbero dovuto uccidere un solo agnello… e spruzzare il suo sangue sugli stipiti delle porte per differenziare le case degli Israeliti da quelle degli Egiziani. L'Angelo del Signore, quando distrusse i primogeniti degli Egiziani, sarebbe passato oltre le case segnate dal sangue dell'agnello: da qui il nome di questa festa o di questa ricorrenza santa. Il passaggio doveva essere ricordato ogni anno, sia come ricordo della liberazione di Israele dall'Egitto, sia come un prototipo dell'azione di Cristo. La loro sicurezza e la loro liberazione non furono una ricompensa per la propria rettitudine, ma un dono di Grazia.

Il sacrificio dell'agnello innocente, è rappresentato dal Cristo che fu a sua volta dichiarato innocente ma ugualmente sacrificato per la salvezza dell'umanità. Questo sacrificio inteso come espiazione collettiva è al tempo stesso sentito come atto di supremo perdono, quindi di redenzione.

Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati -Ecce Agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi- si recita nel rito della Santa Messa e in quel pane e vino che si fanno corpo e sangue di Cristo, la liturgia eucaristica armonizza il mistero del rapporto fra mondo degli uomini e mondo della vegetazione, conservando così il suo duplice carattere sacrificale e liberatorio.
Come l'agnello, antichissimo pegno di sacrificio, anche l’uovo rappresenta un antico simbolo di morte e di resurrezione. Per i cristiani, esso è anche simbolo di Dio in quanto 'uno' e 'trino', essendo costituito da guscio, albume e tuorlo.

L’uovo, infatti, è il simbolo per eccellenza della Pasqua in tutto il mondo: c’è quello dipinto, intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta, ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un’origine radicata nel lontano passato.
Le uova, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, come simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità.
Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo e le uova erano il simbolo del ritorno della vita. Quando gli uccelli infatti si preparavano il nido dove deporre le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati, e che la vita ritornava a fiorire.
I Greci, i Cinesi ed i Persiani se le scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sulle stagioni.

L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.
Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.

Accanto all'agnello ed alle uova, un simbolo importante è anche il sepolcro fiorito che ricorda la resurrezione di Gesù, collegato a quanto detto nel passo evangelico secondo cui il Sepolcro sorgeva nel 'giardino' dì Giuseppe d’Arimatea e che lì Maria Maddalena vide per la prima volta il Cristo risorto: talmente legato al mondo delle piante e dei fiori che lo prese per il giardiniere. Tale rituale creduto cristiano, affonda invece le sue radici nel paganesimo, così i “sepolcri“, realizzati il Venerdì Santo per il Cristo con piante, spighe e fiori, sembrano veri “giardini” come quelli che venivano realizzati sulla tomba del dio morto.

Anche nel simbolismo della croce di Cristo si ritrovano elementi che rimandano a culti antichi: la croce, come simbolo, è in relazione col numero 4, che è il numero tradizionale dell’universo terreno, degli elementi del quadrato, delle stagioni, dei fiumi del Paradiso, delle virtù cardinali, degli evangelisti. La croce rappresenta la doppia congiunzione di punti diametralmente opposti, è il simbolo dell’unità degli estremi, come cielo e terra, in essa si congiungono tempo e spazio e ancor prima di Cristo è il simbolo universale della mediazione. Sul Golgota, la croce di Cristo, che rappresenta anche l’albero della Vita, è raffigurata fra le croci del ladrone buono e di quello cattivo che rappresentano l’albero del bene e del male, ossia la dualità della nostra condizione.

L'ulivo sacro alla dea Atena, signora della guerra e delle arti, che vinse la contesa con Poseidone per il dominio sull'Attica e offri l'ulivo agli abitanti di Atene come simbolo di pace. L'ulivo dà il suo legno alla croce che diventa così l’albero cosmico, asse del mondo e collegamento tra il cielo e la terra.
Ma dall’ulivo si produce anche l’olio utilizzato per ungere i prescelti, infatti, il battezzando con questa unzione è liberato dal peccato ed entra così nella “societas” cristiana.

Altro simbolo: l'acqua, l'elemento che purifica ed è il mezzo attraverso cui si compie il battesimo. Essere battezzati la notte di Pasqua significa ricevere il massimo della luce.

Il cero simbolo del Cristo, vera luce che con la sua accensione rappresenta la resurrezione del Cristo.

Il fuoco inteso come la massima espressione del trionfo della luce sulle tenebre , del calore sul freddo, e della vita sulla morte.

La colomba che è consuetudine regalare nel periodo di Pasqua si ricollega all'episodio del diluvio universale, raccontato nella Genesi, quando ritornò da Noè con un ramoscello d'ulivo, portando così il messaggio di pace, che il castigo divino si era concluso, le acque si ritiravano per dare inizio ad una nuova era. Così la colomba diventa un simbolo di pace.

La campana ha la funzione di chiamare i fedeli e annunciare, eventi lieti o tristi. Lo scampanio di Pasqua, ad esempio, annuncia la Resurrezione.

La palma, albero sacro agli Dei del Sole, assai utile perché da esso si traevano latte, olio, frutta, legno corteccia, ecc. Gli egizi deponevano rami di palme sui sarcofagi per evocare la resurrezione dei defunti. Con i rami di questa pianta anche Gesù fu accolto trionfalmente quando fece il suo ingresso a Gerusalemme. Da qui l’usanza di distribuire ai fedeli la Domenica delle Palme i rami benedetti, simbolo di pace e di rinascita.

Ergane, immagine spaziox
Ergane, immagine spaziox

Commenti



Condividi articolo




Sponsor

Sponsor

Sponsor



Articoli simili

Ergane Spazio X
Spazio X

L’Eros tra Marte e Venere

Mentre il Sole, la Luna e l’Ascendente costituiscono la Terna Primaria astrologica. Tutti i Pianeti, tuttavia, hanno una qualche rilevanza nelle questioni di intimità, d’amore, proprio perché tutta la persona è coinvolta nel rapporto. Ci sono, però, due Pianeti [...]

Leggi l'articolo completo ...
Ergane Spazio X
Spazio X

Alla scoperta dei misteri dell'universo: il sistema solare e la sua formazione

Cominciamo con questo numero un veloce ma affascinante viaggio alla scoperta dei misteri dell'universo. Può essere utile fornire alcuni numeri fondamentali per districarsi, in qualche modo, nelle immensità del cosmo. [...]

Leggi l'articolo completo ...
Ergane Spazio X
Spazio X

Poltergeist o energia psichica?

Per caso si trovava a passare davanti a un covone di paglia in una buia campagna illuminata solo dalla luna, quando al suo passare il covone prese fuoco. Lo spavento fu forte pensando che qualcuno fosse lì nascosto a spiare i suoi movimenti. [...]

Leggi l'articolo completo ...

Ultimo numero

Ergane Ultimo numero

Ricerca parola

Iscriviti

Newsletter Ergane

Sponsor

Ergane pubblicità